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Spazio inedito con linee di fuga diagonali ed asimmetriche, dove lo sguardo dell’artista ci trasmette il proprio punto di vista sulla nascente società e cultura di massa del primo dopoguerra.

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Renato Guttuso (Bagheria, Palermo 1911 – Roma 1987)

La spiaggia 1955-1956

Olio su tela, cm 301 x 452

Provenienza: donato dall’autore

Inventario N. 1501

 

Il dipinto indica una spiaggia affollatissima di persone, come fosse una domenica pomeriggio, con corpi arrossati, abbronzati ed incollati alla sabbia sollevata dal vento. Le figure si intrecciano ed incastrano tra loro con posizioni e movimenti diversi, tipici di chi riposa in riva al mare, tra il profumo di aria salata e l’afrore dei corpi sudati e lucidati da creme solari. Il sole è feroce ed acceca le figure, le ferisce colorandole con tonalità ardenti, definendo i volumi di questo rituale collettivo con la forza della tecnica radiografica. L’immagine creata da Gattuso trasmette considerazioni amare, per niente ingenue, sul cambiamento prodotto dalla società dei consumi italiana e sui miti del benessere collettivo e dell’omologazione.

Il quadro, la cui elaborazione lungo il corso del 1955, ha visto nascere un centinaio di studi preparatori (tra cui bozzetti ad olio, carte a carboncino o china) sarà donato alla Galleria Nazionale di Parma dallo stesso artista.

 

CURIOSITA’

Un’ironica citazione appare nella figura centrale, indicata in un secondo piano ammiccante, che rappresenta il grande pittore europeo Pablo Picasso, che l’artista aveva conosciuto personalmente a Parigi nel 1946. Picasso viene disegnato di profilo con un corpo abbronzato ed un costume hawaiano, che strofina su di sé un telo verde, come fosse appena giunto sulla spiaggia dopo lungo bagno in mare.