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Il dipinto è costruito con sapienti pennellate che utilizzano una tavolozza di colori accesi, come l’abito rosso della Vergine che è fortemente in contrasto con le tonalità cangianti dei verdi, blu e rosa delle pieghe del manto che ricade sulle gambe della donna.

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Gerolamo Siciolante da Sermoneta (Sermoneta 1521 – Roma 1575)

Madonna col Bambino e i santi Michele arcangelo, Giuseppe e Giovannino 1545

Olio su tavola,  cm 169 x 125

Provenienza: nelle collezioni al tempo di don Ferdinando di Borbone (1765-1802)

Inventario N. 74

 

L’elegante andamento delle figure disposte simmetricamente in uno spazio all’aperto sotto un tendaggio verde a ridosso di elementi architettonici, perfettamente si rapporta con l’incrociarsi degli sguardi e con il raffinato equilibrio cromatico. L’intensa luce che viene da sinistra rafforza i volumi dei personaggi nello spazio e riempie gli incarnati di vibranti chiarori sotto la pelle. Siciolante in quest’opera non raggiunse i suoi eleganti ritmi decorativi e il suo stile rimase austero nella forma e trattenuto nell’espressione e l’influenza di Perin del Vaga, sebbene importante, fu nel periodo giovanile dell’artista in larga misura superficiale.

Il mecenatismo della famiglia Caetani a Roma, imparentata con i Farnese, contribuì al trasferimento del Siciolante nel 1545 a Piacenza, dove eseguì per una cappella del duca Pier Luigi, figlio del papa Paolo III, quest’opera, tra le più alte della sua produzione, come già ricordava Vasari.