Info

Il paesaggio rappresentato deriva da un’osservazione indiretta della natura, diventando finzione e teatro, e l’arte sta nella sapienza tecnica con cui l’opera viene eseguita dall’artista.

Più Info

Pieter Mulier, detto il Tempesta (Haarlem 1637 – Milano 1701)

Veduta costiera al tramonto e Vallata boscosa con pastori

Olio su tela, cm 98 x 132 (ognuno)

Provenienza: acquistati dal conte Stefano Sanvitale nel 1838

Inventario N. 280 – 281

 

Sono una coppia di quadri ovali, inseriti entro un pannello ligneo rettangolare dipinto di nero, che giocano sul contrasto dei soggetti proposti: da un lato la marina e dall’altro un paesaggio pastorale.

La “veduta costiera”, nel dipinto in alto, rappresenta un immenso cielo azzurro al tramonto, dove volteggiano pesanti nuvole. Il sole al centro, tagliato da una sottile ombra grigia, espande la sua luce in diversi punti sul mare. Sono presenti acque calme, navigate da imbarcazioni a vela con uomini che lavorano, viaggiano, si spostano. All’orizzonte il profilo esile di una costa lontana. Nel quadro si contrappone un senso poetico di serenità ad un carattere drammatico dato dall’incombere minaccioso delle nuvole in alto, il cui schema compositivo rivela una matrice classica nella distribuzione simmetrica degli elementi, intorno ad un centro individuato da valori cromatici e luministici di grande spettacolarità.

Il quadro sotto stante, indica “una vallata boscosa con pastori”, che fa da pendant alla marina. Il dipinto propone una paesaggio pastorale, con una coppia di pastori a riposo, animali, un’altura  con torre e un’architettura tipicamente spagnola sullo sfondo. Alberi alti e frondosi sono sormontati da un cielo denso di cumuli. L’artista utilizza una pennellata densa e ricca di contrasti cromatici, con una scena sostenuta da un impianto rigoroso ed equilibrato. Si notano, infatti, due gruppi di alberi laterali che hanno la funzione di quinte sceniche, dove quello a sinistra si piega in maniera artificiale sotto il profilo curvo della tela e si giustappone ad un gruppo arboreo centrale, che spezza l’unità visiva dell’ultimo piano e crea una scansione ritmica alla composizione.

Le tele furono realizzate per corrispondere ad esigenze di decoro ed uniformità espositiva nella loro quadreria di provenienza, quella del Boscoli, eseguite nei mesi del soggiorno parmense del Mulier, prima di essere acquistate dal conte Carlo Sanvitale, nel secondo decennio del ‘700.

 

SOPRANNOME

Pieter Mulier fu conosciuto per diversi anni come pittore di tempeste, anche in Italia, esercitando il tema con insistenza  e professionalità. Questo gli diede notorietà e fama, facendogli derivare il soprannome de “il Tempesta”.