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L’immagine del dipinto rappresenta una scena violenta di supplizio, dove l’idea di martirio viene espressa con toni poetici sottolineando la differenza tra la figura del carnefice e quella della vittima. Particolare è la tensione emotiva del sicario che si prepara ad infliggere il colpo finale  la spalla nuda per maneggiare meglio la spada, il braccio rialzato per caricare il colpo e la forte torsione del busto mentre volge il capo verso la vittima.

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Antonio Allegri, detto il Correggio (Correggio, agosto 1489 – Correggio, 5 marzo 1534)

Martirio dei santi Placido, Flavia, Eutichio e Vittorino 1525

Olio su tela, cm 157 x 182

Provenienza: Parma, Abbazia di San Giovanni Evangelista

Inventario N. 353

 

Il quadro racconta l’episodio di Placido, uno dei primi discepoli di San Benedetto che recatosi in Sicilia per evangelizzare e diffondere la regola benedettina viene ucciso insieme ai fratelli durante un invasione di infedeli. Nel dipinto del Correggio tutta la violenza del martirio è ancora in atto, lasciando l’osservatore ad interrogarsi sul senso del sacrificio in quanto forma di liberazione e promessa di salvezza. Nella scena i santi Eutichio e Vittorino sono già stati decapitati, mentre Placido e Flavia, al centro della scena, attendono con serena rassegnazione il colpo finale. Lo sguardo estatico delle due vittime già si rivolge alla visione del Paradiso e alla promessa di salvezza eterna suggellata dalla presenza dell’Angelo che giunge in volo, recando con sè la corona, la palma e il giglio.

Subito dopo il Compianto, Correggio dipinge la tela con il Martirio dei santi Placido, Flavia, Eutichio e Vittorino, un soggetto piuttosto inconsueto, richiesto probabilmente dallo stesso committente con un preciso significato simbolico. Tra i due dipinti della cappella l’artista stabilisce dunque un preciso rapporto testuale, fondato non solamente sulla medesima struttura compositiva, ma sul tema comune del sacrificio e del martirio, che si rivelerà particolarmente funzionale alle necessità della Chiesa controriformata.