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Un dipinto in cui il tema della Sacra Conversazione è rappresentato come una scena domestica, intima,  inserita in un paesaggio dove le figure comunicano intrecciando gesti e sguardi e quel Bambino che …par che rida tanto naturalmente, che muove riso chi lo guarda… ne è il fulcro.

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Antonio Allegri, detto il Correggio (Correggio, agosto 1489 – Correggio, 5 marzo 1534)

Madonna col Bambino e i santi Gerolamo, Maria Maddalena,  Giovannino e un angelo  1528 

Olio su tavola, cm 205.7 x 141

Provenienza: Parma, chiesa Sant’ Antonio

Inventario N. 351

 

Capolavoro indiscusso del Rinascimento italiano, il dipinto esprime la piena maturità dell’arte correggesca, che rielabora in una forma del tutto personale la lezione dei grandi maestri, dal Mantenga a Leonardo, da Raffaello ai veneti. L’Allegri concepisce questa Sacra Conversazione rinnovando la tradizionale icona della Vergine in trono ed eliminando le architetture pone le figure in un scenario naturalistico, dove solo la tenda rossa funge da baldacchino. I personaggi, collocati in un’ambientazione naturale, si dispongono piuttosto liberamente secondo uno sviluppo in diagonale caro all’Allegri. La posa sbilanciata di Maria Maddalena e il rigonfiamento delle sue eleganti vesti dorate determinano la giusta profondità dei piani prospettici, al pari della figura di  San Gerolamo, posto all’estrema sinistra  e visto di spalle.  Il leone al suo fianco richiama il proprio eremitaggio nel deserto, mentre il libro che tiene in mano e che l’Angelo sfoglia mostrandolo a Gesù Bambino è la Vulgata, la Bibbia che il santo, dottore della Chiesa, ha commentato traducendo in latino i testi originali ebraici.

Il vasetto per gli unguenti, attributo di Maria Maddalena, è fuori campo, tenuto tra le mani dal San Giovannino, dallo sguardo furbesco e divertito, figura inserita all’estremità destra della tavola, ma a cui si deve rivolgere particolare attenzione, in quanto precursore della venuta di Cristo.

Questa mirabile pala, denominata Il Giorno, per analogia con La Notte di Dresda, fu ideata da Correggio nel 1523 per donna Briseide Colla, maritata Bergonzi, che la destinò nel 1528 alla propria cappella in  Sant’Antonio a Parma. L’ammirazione per la tavola fu subito altissima e Vasari già nel 1550 ne diede testimonianza di cosa …meravigliosa e stupenda…che non si possa dipingere meglio. Nel 1764 il duca Don Filippo l’acquistò per la corte, ma durante il governo francese (1796) fu portata a Parigi. Recuperata nel 1816 dal Toschi, trovò degno spazio in Galleria, con gli altri capolavori di Correggio.