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In un cielo diurno appare una scia luminosa… sembra la suggestiva traccia della luna, ma come è possibile? E’ giorno o notte? L’equivoco atmosferico  di  questa  favola visiva  lascia nel dubbio, ma illumina il centro del dipinto, dove è presente dietro un cespuglio un giovane uomo che giace a terra  disteso tra fili d’erba e acque scintillanti, mentre viene colto da un dolce e profondo sonno.

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 Giovan Battista Cima da Conegliano (Conegliano Veneto (TV) 1459/1460 – 1517/1518)

 Endimione dormiente 1505-1510

Olio su tavola, diam. cm 24, 5

Provenienza: Collezione dalla Rosa – Prati

Inventario N. 370

Il soggetto narrativo tratto dalle Metamorfosi di Ovidio  racconta l’incontro amoroso tra l’inconsapevole Endimione, giovane pastore – guerriero, e l’amante Diana-Luna che il pittore rappresenta  nell’attimo prima che la natura si svegli, quando il sole non è ancora sorto e Diana, sotto forma di falce lunare, sfiora l’amato, come per baciarlo con la scia dei suoi raggi luminosi.

Nel paesaggio, vero protagonista della scena, che il pittore descrive fine nei minimi dettagli, dalle sottili tracce d’erba alle acque del ruscello, dalle fronde dei cespugli agli animali addormentati in un sonno che pervade anche tutta la vegetazione,  si percepisce un intenso dialogo fra umanità e natura che richiama le suggestioni poetiche e visive della pittura di Giorgione.

 

PROVENIENZA

Ci sono buoni motivi per ritenere che i due tondi mitologici, questo e quello con il Giudizio di Mida, fossero il risultato  del rapporto di Cima da Conegliano con il colto canonico Bartolomeo Montini, per il quale aveva già realizzato la pala d’altare della sua cappella funeraria nella Cattedrale di Parma (ora in Galleria). Le due opere furono acquistate  nel 1856 dalla collezione della famiglia Rosa-Prati, discendenti diretti del nipoti del Montini, Scipione della Rosa.

DESTINAZIONE

Ancora non del tutto chiarita la questione riguardo alla loro destinazione d’uso: forse elementi di un cassone nuziale o anche componenti di uno strumento musicale a tastiera, ipotesi che risultano entrambe congruenti con la specificità del tema poetico dei dipinti.