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L’altarolo è stato letto in una direzione bizantina, grazie ai suoi colori puri e ad una tecnica raffinata e in una direzione italiana, tipicamente legata alla pittura veneziana: ma il vero senso profondo dell’opera è  quello di non cercare di raggiungere un orientamento specifico, rimanendo dentro alle differenze culturali e politiche di una commistione tra Oriente e Occidente.

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Paolo Veneziano (documentato dal 1333 – tra il 1358 al 1362)

Altarolo portatile 1335 circa

Tempera ed oro su tavola, cm 74 x 74,5 x 4,5

Provenienza: Parma, Palazzo Ducale

Inventario N. 458

 

L’altarolo in legno di tiglio è strutturato secondo il consueto modulo a trittico, con le ante laterali richiudibili; la rotazione dei due sportellini è ottenuta da quattro cerniere di fine Ottocento, che sostituiscono quelle originali. Nel pannello centrale entro una doppia incorniciatura gotica con arcata trilobata su colonne tortili sono raffigurate sovrapposte una all’altra la Crocifissione e la Madonna col Bambino, nell’anta sinistra all’esterno San Cristoforo, all’interno l’Angelo Gabriele annunziante, i santi Michele e Giovanni Battista e i santi Giorgio e Francesco d’Assisi, in quella a destra all’esterno San Biagio, all’interno la Vergine Annunciata, l’Assunzione in cielo della Maddalena – qui raffigurata nell’inconsueta veste di Cristofora, secondo l’iconografia della Vergine Platitera, con l’immagine di Cristo sul petto – e i santi Orsola e Antonio abate.

Poco sappiamo in merito alla storia del dipinto; ubicato un tempo in Palazzo Ducale a Parma, dal 1851 al 1865 nel Guardamobili degli ultimi Borbone, passò poi all’Amministrazione Provinciale della città emiliana, per essere in seguito depositato l’8 febbraio del 1872 presso la Galleria. Per ciò che concerne la vicenda storico-critica dell’opera, dopo essere stata ascritta prima ad area toscana e successivamente emiliana, essa venne ricondotta all’ambito di Paolo Veneziano all’inizio degli anni trenta, attribuzione oggi unanimemente accettata, pur con qualche distinguo sulla completa autografia.