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Il quadro d’innegabile qualità è un monocromo di minuzioso realismo con tonalità  tendenti all’ocra, dove il colore applicato per mezzo di una pennellata rapida e fluida, rende la figura di Giobbe palpabile e materica.

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Antonio de Pereda (?) (Valladolid 1611 – Madrid 1678)

Giobbe

Olio su tela, cm 100 x 83

Provenienza: acquisizione da Giuseppe Mauroner di Bayonne nel 1842

Inventario N. 364

 

L’opera raffigura il patriarca Giobbe con lo sguardo rivolto verso il cielo, una mano sul petto e l’altra che tiene un frammento di tegola (suo tradizionale simbolo), colto con un atteggiamento di profonda meditazione  ed intenso raccoglimento. Il corpo vigoroso e macerato dalla sofferenza emerge da uno sfondo sobrio e neutro con una consistenza spugnosa e granulosa, capace di esprimere in modo palpabile la sofferenza della carne. Una pennellata sottile prende vita grazie alla diffusa luminosità proveniente da sinistra, che intensifica la drammaticità della scena, conferendo al personaggio una forza espressiva improntata alla serenità.

Il dilemma della paternità dell’opera ha condotto la critica a dirigere svariate ricerche, considerando inizialmente il quadro opera di José de Ribera o di Bartolomé Esteban Pérez Murillo, per poi avvicinarsi invece alla scuola madrilena della seconda metà del Seicento, tra i cui maggiori esponenti troviamo Antonio de Pereda, Francesco Collantes, Diego Polo…