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Come una principessa delle corti gotiche d’Oltralpe, la Vergine, con le mani conserte al petto e gli occhi rivolti verso terra, china dolcemente il capo nell’atto di ricevere dal Cristo la corona di Regina del mondo, simbolo di subordinazione al Figlio divino e di partecipazione alla redenzione del genere umano.

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Gherardo Starnina (Toscana e Spagna documentato dal 1397, morto tra il 1409 e il 1413)

Incoronazione della Vergine e Angeli 1404 circa

Tempera e oro su tavola, cm 78 x 57

Provenienza: già in Galleria nel 1872

Inventario N. 440

 

Considerate le componenti fortemente internazionali che connotano il dipinto, il delicato modellato dei volti e delle mani, la lussuosa decorazione dorata dei cuscini e del tessuto, che ricopre il pancale, la linearità sinuosa delle pieghe degli abiti, esso è stato datato dopo il soggiorno spagnolo dello Starnina, verso il 1404 circa, allorquando il maestro toscano innesta sul suo fare, chiaramente desunto dalla tradizione giottesca, innovativi stilemi gotico-cortesi, che non poterono non riscuotere un’immediato eco nel panorama artistico toscano del primo Quattrocento, ancora attestato per lo più ad un accademismo giottesco d’ascendenza orcagnesca.

Proveniente a Parma con ogni probabilità da Lucca, per il tramite del soggiorno dei Borbone nella cittadina toscana, la tavola venne assegnata dal Berenson al Maestro del Bambino Vispo, anonima personalità il cui corpus di opere venne poi fatto confluire nella figura di Gherardo Starnina, artista attivo in Toscana e in Spagna a cavallo fra Tre e Quattrocento.

La critica ha ipotizzato che il dipinto possa essere la cuspide d’un polittico smembrato che lo Starnina eseguì per Lucca, il cui pannello centrale con la Dormitio Virginis e l’Assunzione è oggi diviso fra la collezione Johnson a Philadelphia e il Fogg Art Museum della Harvard University, e i cui elementi laterali, ognuno con tre santi, sono conservati nel Museo di Villa Guinigi a Lucca.