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Particolarmente suggestiva è la ricerca di un più stretto rapporto con lo spettatore attraverso un’attenzione descrittiva che si concentra su alcuni dettagli visivi, come la bassa vegetazione in primo piano, la ricercata acconciatura e i gioielli di Santa Caterina e i chiari accenti nordici del paesaggio notturno centrale, che rischiarato da bagliori improvvisi si perde in azzurri lontani.

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Giulio Pippi, detto Giulio Romano (Roma, 1499 – Mantova, 1 novembre 1546)

La Deesis tra i santi Paolo e Caterina 1520 circa

Olio su tavola, cm 122 x 98

Provenienza: Parma, monastero di San Paolo

Inventario N. 371

 

Non sappiamo con precisione attraverso quali canali questo notevole dipinto sia giunto a Parma, anche se è attestato dalle fonti sull’altar maggiore della chiesa conventuale benedettina di San Paolo almeno fin dal pieno Seicento: è possibile, allora, com’è stato suggerito, che sia stata commissionato intorno al 1520, forse dalla colta badessa Giovanna da Piacenza, la stessa che fece eseguire al Correggio gli affreschi della celebre Camera del suo appartamento privato. I due santi raffigurati in basso in primo piano, Paolo (con la spada) – cui era intitolato il monastero – e Caterina d’Alessandria (con la ruota dentata del martirio), oggetto d’un vivo culto da parte delle monache, parrebbero suffragare questa suggestiva ipotesi.

ATTRIBUZIONE

Oggi non esiste nessun dubbio per quanto riguarda l’attribuzione della tavola, anche se il dipinto per lungo tempo, fino all’Ottocento inoltrato, era ritenuto un capolavoro di Raffaello. In effetti è realizzato da uno dei suoi allievi più famosi e dotati, Giulio Romano, che ci offre oltretutto una delle sue opere su tavola di maggior rifinitura esecutiva, ancora profondamente segnata dal classicismo raffaellesco e lontana dalle intemperanze manieristiche che il pittore mostrerà più tardi a Mantova. La bellissima santa Caterina sembra derivare direttamente da un’idea del maestro, mentre nella parte alta della composizione Giulio si rifà esplicitamente alle figure della Disputa nelle Stanze vaticane.