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Lo sguardo scrutatore e colto dell’artista Baldrighi descrive il complesso famigliare in un interno, come se le figure principesche fossero parte di una natura morta, espresse allo stesso titolo dei due animali, il pappagallo e il  levriero, e delle carte dell’album musicale che svolazza in primo piano.

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Giuseppe Baldrighi (Stradella, Pavia 1723 – Parma 1803)

La famiglia di Don Filippo di Borbone 1757 circa

Olio su tela , cm 285 x 415

Provenienza: Firenze, Palazzo Pitti, 1860; in Galleria dal 1928

Inventario N. 1149 

Baldrighi, di cui leggiamo la firma nel pavimento, scelse una soluzione personale, una parata di figure le cui azioni appaiono congelate, mentre l’attenzione dell’artista si concentra sulla fedeltà iconografica e sulla descrizione puntuale e nitida di ogni oggetto, posto lì per raccontare la vita quotidiana di una famiglia ducale. A fianco di Don Filippo, l’affabile duca, intenta a lavorare a chiacchierino c’è la duchessa Louise Elisabeth, figlia di Luigi XV. Questa, che non brillava per la sua bellezza, era però la figlia prediletta, l’unica tra le sorelle ad essersi sposata e riceverà da parte del padre considerevoli finanziamenti per arricchire la corte ducale di arredi, dipinti, tessuti appositamente prodotti in Francia per le regge di Parma, Colorno e Sala. In piedi, invece, mostrando un proprio disegno, c’è la bella figlia Isabella (che sposerà nel 1760 l’arciduca d’Austria), mentre i due piccoli bambini sulla sinistra, sono l’erede Don Ferdinando, prossimo duca, e Maria Luisa, futura regina di Spagna, colei che Goya ritrarrà più volte con sottile ironia. L’elegante e matura signora vista di profilo, vestita con una preziosa mantiglia, è infine Madama Caterina de Gonzales, la governante spagnola, presenza discreta ma autorevole, che sovrintende e sorveglia la vita della famiglia ducale.

Il salotto, verosimilmente nella Reggia di Colorno, è arredato con mobili giunti dalla Francia e loro sono tutti lì, la famiglia di Don Filippo di Borbone, immobili, nel ruolo che la storia ha loro assegnato. Eredi di un ducato che fu degli antenati, i Farnese, giungono a Parma nel 1749  dando vita in pochi anni ad una piccola, grande corte dove si parlava francese, si governava alla francese (Du Tillot) e si viveva immersi nella cultura illuminista parigina.

 

CURIOSITA’

Il dipinto di Baldrighi è stato esposto nel percorso  della grande mostra “Bodoni, Principe dei Tipografi nell’Europa dei Lumi e di Napoleone”, che, nel bicentenario della morte è stata allestita (dal 5 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014) negli spazi monumentali della Biblioteca Palatina, del Teatro Farnese e della Galleria Nazionale all’interno del Palazzo della Pilotta.