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L’immagine, particolarmente venerata a Parma, mostra la Beata Maria Vergine che racchiusa in ampie vesti, con un abbraccio morbido e naturale, culla affettuosamente il suo bambino. Il piccolo, divertito dal solletico dei lunghi capelli della madre, sciolti sulla sua guancia, sembra sgambettare sul proprio grembo, osservando compiaciuto lo sguardo del visitatore.

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Antonio Allegri detto il Correggio (Correggio 1489 – Reggio Emilia 1534)

Madonna della Scala, 1524 ca.

Affresco steccato, cm 146 x 142

Provenienza: Parma, porta di San Michele

Inventario N. 31

 

Nell’immagine dipinta da Correggio le due figure vengono rappresentate sedute a terra, in mezzo ad una coppia di colonne classicheggianti, dalle quali si intravede un lontano paesaggio rosato, divenuto poco visibile con il passare del tempo. L’aspetto più originale dell’opera è come l’artista sia riuscito a raffigurare la scena sacra della Vergine ed il Bambino attraverso gesti e attitudini pienamente umanizzati e familiari, mostrando un affetto materno naturale e molto premuroso. Non deve sfuggire agli occhi dello spettatore l’affascinante ribaltamento d’età che avviene tra la madre, resa molto più giovane grazie all’espressione dolce e ai tratti quasi adolescenziali del volto e la figura di Gesù, che sembra quella di un bambino un po’ più grande sia per l’aspetto fisico che per il movimento libero e vivace del corpo, caratterizzato dal gesto istintivo di afferrare con il braccio destro la chioma fluente della madre.

L’affresco,  che si trovava  su una porta della città e aveva una funzione protettrice e di conforto sia per i cittadini di Parma, fin dal Medioevo  devoti a Maria, sia per i viandanti e i pellegrini che entravano in città, viene salvato per ben due volte dalla distruzione. La prima intorno al 1555 quando, in occasione dell’allargamento delle mura cittadine per proteggere il dipinto viene costruito, nella parte alta del bastione di porta San Michele, l’oratorio intitolato alla Visitazione della Beata Vergine Maria. La seconda quando nel 1812 un decreto ordina l’abbattimento del tempio e l’affresco viene staccato a massello e trasportato presso l’Accademia di Belle Arti. Infine, nel 1948, con un’impresa di segatura dell’immagine dal muro molto ardua, viene trasferito su tela, sostituendo il muro storico con un telaio.

 

TITOLO

Il nome Madonna della Scala deriva dal luogo in cui si trovava l’opera: un piccolo oratorio, ben visibile nelle antiche piante, proprio nei pressi della porta orientale della città, che era stato costruito con i contribuiti della confraternita di San Michele e vi si accedeva salendo una scalinata.

CURIOSITA’

Per trasferire il disegno preparatorio Correggio si serve dell’incisione indiretta del cartone, le cui tracce sull’intonaco segnano le linee salienti del disegno, che in alcuni dettagli rilevano i nascosti pentimenti del pittore, corretti da lui stesso nella fase esecutiva del lavoro. Chissà se all’ epoca Correggio pensava che un giorno tutte le sue continue correzioni sarebbero state osservate in maniera così evidente e curiosa da mille visitatori all’interno di un museo!