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La luce  con i suoi contrasti chiaroscurali si inserisce in un linguaggio semplice e limpido, espresso dall’artista con figure di tenera bellezza che popolano un mondo celeste benevolo e privo di tragicità umana. Molto interessante è il gioco luminoso fra i due putti al centro in primo piano: seminascosto nell’ombra quello che regge il cappello cardinalizio di Federico Borromeo, investito da un intenso chiarore quello che accompagna il santo cappuccino Felice da Cantalice.

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Carlo Francesco Nuvolone (Milano 1609 circa – 1662)

Madonna col Bambino e i santi Carlo Borromeo e Felice da Cantalice 1647

Olio su tela, cm 332 x 224

Provenienza: Parma, chiesa di Santa Maria della Neve

Inventario N. 187

 

La composizione piramidale della scena ha al suo vertice la Vergine, raffigurata secondo l’iconografia apocalittica, con il diadema regale in testa e circonfusa da un alone luminoso punteggiato di stelle, nell’atto di trattenere il Bambin Gesù, che si appoggia sul serpente del peccato originale, cui calpesta il capo, con l’aiuto del piede della madre. A sinistra san Carlo Borromeo, accompagnato da due putti reggenti una croce astile ed il cappello cardinalizio, e a destra san Felice da Cantalice, frate cappuccino, riconoscibile per il putto ai suoi piedi con un giglio e un sacco per la raccolta dei pani, abituale attributo del santo.

La tela, secondo quanto riportato sulla pietra in basso a sinistra venne eseguita nel 1647 da Carlo Francesco Nuvolone, detto Panfilo ed era collocata nella chiesa parmense di Santa Maria della Neve. Soppressa la chiesa nel 1810, il dipinto venne portato in Francia e poi restituito entrando nel 1816 in Galleria.