Info

La maniera originaria di Anselmi conferisce all’opera uno speciale  senso di movimento, che nasce dall’azione angelica di sollevamento delle Vergine con il bambino sulla nuvola che, separando il dipinto in orizzontale, crea due porzioni di spazio che sembrano ruotare ed interagire con forte dinamismo tra di loro.

Più Info

Michelangelo Anselmi (Siena o Lucca 1491/1492 – Parma, 1556)

Madonna col Bambino e i santi Rocco e Sebastiano 1535 circa

Olio su tavola, cm 239.8 x 152.8

Provenienza:Parma, Duomo

Inventario N. 35

 

In primo piano due santi eleganti e imponenti al tempo stesso, Sebastiano a sinistra (legato ad un tronco d’albero e trafitto dalle frecce) e Rocco a destra (con il bastone da pellegrino e il bubbone della peste sulla coscia della gamba destra), mentre dietro di loro un variopinto e anche un po’ birichino girotondo d’angeli sembra sostenere la nube sopra la quale è assisa la Madonna, circondata anch’essa da due angeli, verso uno dei quali il Bambino si protende, consegnandogli la palma del martirio.

Proveniente dall’altare di San Giovanni Calibita nel Duomo di Parma, è senza dubbio uno dei dipinti più belli di Michelangelo Anselmi, affascinante comprimario della scena artistica a Parma nella prima metà del Cinquecento: nato a Lucca da genitori parmensi, già dai primi anni venti è attivo nella città emiliana, dove condivide esperienze fondamentali con Correggio e col giovane Parmigianino nel fervido cantiere di San Giovanni Evangelista, vera fucina di talenti di quella che sarebbe diventata nella letteratura artistica successiva la Scuola di Parma, momento altissimo e irripetibile nella storia artistica della città.

LA PESTE

Nulla di certo si può dire sulla committenza e la datazione dell’opera, ma si è ipotizzato che durante l’epidemia di peste che investe Parma nel 1528 il dipinto sia stato realizzato proprio per invocare in quel momento difficile l’intervento della Vergine e di san Rocco e Sebastiano, tradizionalmente venerati quali protettori del terribile male.