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Una schiera di putti musicanti e di angeli in preghiera disposti intorno alla Vergine affollano la scena di questa monumentale pala d’altare, capolavoro di Cristoforo Caselli detto dei Temperelli, uno dei più rappresentativi protagonisti della cultura artistica a Parma a cavallo tra Quattro e Cinquecento.

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Cristoforo Caselli, detto dei Temperelli (Parma, 1460 circa – 1521)

Madonna col Bambino in trono e i santi Ilario e Giovanni Battista e Padre Eterno, 1499

Olio e tempera su tavola, cm 325 x 211

Provenienza: Parma, Duomo, in Galleria Nazionale da 1893

Inventario  A

 

L’impianto di solenne sacra conversazione, con la Madonna assisa su un alto trono al centro, sovrastata da un Dio Padre in ardito scorcio e accompagnata da schiere di angeli musicanti e cantori, con Sant’Ilario (patrono della città) e San Giovanni Battista ai lati estremi della composizione, evidenzia l’educazione veneziana del Caselli, che nella città lagunare spese diversi anni collaborando anche alla decorazione pittorica di Palazzo Ducale.

Si tratta di un’opera veramente esemplare del nuovo corso della pittura parmigiana della fine del Quattrocento, quando gli artisti locali si sforzano di rinnovare il loro lessico gettando lo sguardo oltre gli angusti limiti delle mura cittadine, verso i più vitali centri artistici dell’Italia settentrionale, e verso Venezia soprattutto.

Evidenti sono i modelli del pittore parmigiano, combinati come in un variegato patchwork: la Madonna ieratica alla Cima da Conegliano, i due santi scolpiti nella luce tersa come in Alvise Vivarini, i fanciulli musici e cantori dolci e paffuti come in Giovanni Bellini, gli angeli ai piedi del trono eleganti e affilati come un Carpaccio.

PROVENIENZA

Firmata e datata, la grande pala è stata dipinta per la prima cappella a sinistra nel Duomo di Parma, quella dedicata al Consorzio dei Vivi e dei Morti, una potente istituzione caritativa e assistenziale di antica origine medievale, che commissionò l’opera il 10 marzo del 1496 a Cristoforo Caselli, il quale la consegnò dopo circa tre anni di lavoro.