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Immessa tra riflessi luminosi, al centro dell’opera è rappresenta una delle funzioni più tradizionali e antiche svolte dalla donna:l’allattamento. La Vergine avvolge in un abbraccio protettivo e pieno di tenerezza il suo Bambino che, felice ed appagato, mentre beve il latte dal suo seno, sembra fondersi con lei creando un unione sacra indissolubile.

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Agostino Carracci (Bologna 1557 – Parma 1602)

Madonna con il Bambino e i santi Margherita di Antiochia, Benedetto (?), Giovannino e Cecilia, 1586

Olio su tela, cm 152 x 127

Provenienza: Parma, chiesa conventuale di San Paolo

Inventario N. 188

 

La sacra Conversazione qui rappresentata si svolge tra la Madonna che allatta il Bambino, un santo in abiti vescovili, Santa Margherita con alle spalle il drago e con la Croce al petto, il vispo San Giovannino, che cerca la scodella del Battesimo e che indica di chi egli sarà il Precursore e sulla destra Santa Cecilia che porta un libro, la palma del martirio con a terra il consueto suo simbolo dell’organo.

Proveniente dalla chiesa del monastero benedettino femminile di San Paolo, il dipinto fu commissionato da Margherita Farnese, sposa ripudiata del Duca Vincenzo Gonzaga, entrata poi in convento col nome di Maura Lucenia. Si spiega in tal modo la presenza di Santa Margherita nella posizione spesso assegnata  al committente e l’identificazione del santo in abiti vescovili con San Benedetto, patrono del monastero. La figura di Santa Cecilia, invece, accompagnata dal consueto attributo dello strumento musicale, il piccolo organo portatile vicino ai suoi piedi, assume qui un preciso valore simbolico. Margherita accusata di mostrare un interesse particolare nei confronti del suo maestro di musica Giulio Cima, una frequentazione ritenuta piuttosto sconveniente per la sua posizione, affida all’immagine di Santa Cecilia la dichiarazione della propria innocenza, affermando invece il suo interesse per la musica era coltivato solo per motivi religiosi e di elevazione spirituale.