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In questa piccola tavola a fondo oro, immagine adatta per la preghiera e la meditazione, la figura solenne della Madonna, rivestita di un manto azzurro, ci appare più concreta e reale grazie alla luce che illuminandola, ne sottolinea le fattezze del corpo.

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Fra Giovanni da Fiesole, detto Beato Angelico (Firenze, 1395/1400 circa – Roma, 1455)

Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Domenico, Francesco e Paolo 1425-30 circa

Tempera e oro su tavola, cm 128 x 68

Provenienza:  Collezione Tacoli Canacci, 1786

Inventario n. 429

 

La tavola ascritta al periodo giovanile dell’artista fra il 1428 ed il 1430, priva della carpenteria originale, ha subito purtroppo ampi rifacimenti che ne compromettono una lettura adeguata, in particolare nella figura della Vergine che ora pare galleggiare sopra il fondo dorato e che in origine doveva probabilmente sedere su un trono o su un cuscino. Nonostante queste mancanze il dipinto mostra caratteri pienamente angelichiani, non lontani da esiti masacceschi, si noti ad esempio la pienezza monumentale della Vergine, di solenne compattezza, colla veste solcata da robuste pieghe o la certosina decorazione dell’oro, sia nella tenda alle spalle della Vergine, di prezioso tessuto lumeggiato a lacca rossa, che negli orli dei manti. Iconograficamente significativo è l’incontro tra san Francesco e san Domenico, allusivo al tentativo di riconciliazione operato fra i due ordini mendicanti.

Acquistato in Firenze nel 1786, il dipinto fa parte del gruppo di opere che il marchese Tacoli Canacci inviò a Parma a Ferdinando di Borbone l’anno successivo. Dell’opera si persero successivamente le tracce, fino a quando nel 1843 un certo Campanini ne propose l’acquisto alla Galleria. Relegata in un primo momento nei magazzini, fu merito di Giovan Battista Cavalcaselle averla riconosciuta come lavoro di Beato Angelico, anche se successivamente la critica discusse a lungo sulla piena autografia del maestro fiorentino, in particolare per i quattro santi inginocchiati in primo piano, più volte ricondotti all’allievo Zanobi Strozzi.