Info

Ricevete l’anello delle mistiche nozze con Cristo e custodite integra la fedeltà al vostro Sposo, perché siate accolte nella gioia del convito eterno”. Il Bambino si protende ad infilare la piccola fede dorata nell’ anulare destro di Santa Caterina per unirla a sé con vincolo sponsale.

Più Info

Francesco Mazzola, detto il Parmigianino (ambito di) (Parma 1503 – Casalmaggiore 1540)

Sposalizio mistico di Santa Caterina 1524 circa

Olio su tela, cm 74 x 117

Provenienza: Parma, chiesa di San Giovanni Evangelista quale dono di Tiberio Dolfini 1590

Inv. N. 192

 

Una forza misteriosa sembra sospingere le figure verso un lato del dipinto, come se fossero attratti da una fonte di luce che proviene dall’alto. I personaggi sorretti da una massa indefinita di nuvole e putti si avvicinano per osservare il gesto del Bambino che si protende ad infilare l’anello al dito di Santa Caterina.  La scena impostata orizzontalmente con il gruppo di destra contornato dagli  angeli che sfumano nel cielo dorato, cui si contrappongono a sinistra le figure dei due anziani San Giuseppe e San Pietro,  disposti quasi specularmente e immersi nelle nuvole, è una evidente citazione degli apostoli dipinti da Correggio nella cupola di San Giovanni Evangelista.

Questo dipinto proviene proprio dalla stessa chiesa, dove il giovane Parmigianino a fianco del più anziano maestro aveva eseguito i suoi primi lavori, quando la chiesa stava diventando il più importante cantiere artistico cittadino. Un evidente riferimento allo stile aggraziato ed elegante delle opere dell’artista realizzate in San Giovanni si nota, qui, nel putto di sinistra posto sotto il manto di Maria, che sembra quasi una copia  “gemella” di quello che lo stesso Parmigianino aveva dipinto sotto l’arcone nord della cupola.

L’opera fu lasciata in eredità al monastero da Tiberio Dolfini, letterato, teologo e medico di Alessandro Farnese, terzo duca di Parma. Nonostante queste considerazioni allo stato attuale degli studi su quest’opera non è possibile definirne con precisione la storia e la paternità. E’ presumibile che si tratti di uno studio che il Parmigianino stava facendo a metà degli Anni Venti per un’eventuale decorazione ad affresco proprio per la Chiesa di San Giovanni Evangelista.  La singolare posizione dei personaggi così decentrata fa pensare ad una composizione più vasta e complessa, destinata ad un grande affresco più che ad una pala d’altare.

 

Santa Caterina d’Alessandria

Caterina, giovane cristiana e figlia di nobili venne condannata al martirio da Massimino Daia, governatore di Siria ed Egitto, per non aver venerato gli dei pagani e aver convinto un gruppo di intellettuali alessandrini a convertirsi al cristianesimo. La ruota dentata è il simbolo del suo martirio e suo attributo iconografico.

Restauri

Il restauro eseguito nel 2007 ha sottolineato la qualità della pittura di un artista molto vicino a Parmigianino, tanto da adottare la sua stessa tecnica pittorica: mancanza del disegno, utilizzo dei pigmenti, velocità descrittiva, stesura delle ombre finali, uso delle dita (sono state rintracciate molte impronte digitali) e del manico del pennello come strumenti.