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La cruenta raffigurazione del martirio dell’inquisitore domenicano Pietro da Verona è sicuramente una delle immagini meglio riuscite dell’intero polittico. Testimone della fede, il frate viene assassinato durante un agguato in un bosco poco fuori Verona, come si apprende da una delle scenette, rappresentate dal pittore, che ci narrano la vita del santo.

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Bottega di Agnolo e Bartolomeo degli Erri (documentati dal 1403/1407 al 1460/1479)

Polittico di San Pietro Martire dopo il 1450

Tempera su tavola, tavola centrale col santo cm 90 x 38, storie del santo, cm 55 x 30

Provenienza: Modena, chiesa di San Domenico

Inventario N. 499

 

Il tema del racconto pittorico, desunto dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, si pone come una vera e propria predica figurata, ricca di brio e di vivacità, con pungenti annotazioni realistiche, in particolare nei vari elementi architettonici e paesaggistici, che fanno da sfondo alle composizioni.

Il complesso polittico con la tavola centrale dedicato al santo domenicano Pietro da Verona, martirizzato dai Catari, contornata da sedici tavolette narranti la sua vita ed un’altra, di dimensioni di poco maggiori, in cui è ritratto a colloquio con il Crocefisso, proviene con ogni probabilità dalla chiesa di San Domenico a Modena, dove già il Vasari menzionò quattro tavole similari, una all’altar maggiore dedicata a san Domenico e tre nel tramezzo, oltre a questa in esame,  raffigurante san Vincenzo Ferreri e  san Tommaso d’Aquino.

La perdita dell’originale carpenteria lignea che racchiudeva la serie delle tavolette ha indotto ad un’attuale ricomposizione, che suggerisce una lettura delle varie scene su tre livelli sovrapposti da sinistra a destra partendo dall’alto.