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Nient’altro, solo la figura umana è protagonista del dipinto: Alessandro, dodicenne, destinato a diventare uno dei più grandi uomini d’arme del secondo Cinquecento, oltre che duca di Parma e Piacenza, è già raffigurato come un esemplare gentiluomo abbigliato alla moda spagnola.

 

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Anthonis Mor (Utrecht 1520 – Anversa 1576/77)

Ritratto di Alessandro Farnese 1557

Olio su tela, cm 153 x 95

Provenienza: collezione Farnese

Inventario N. 300

 

Il giovane principe Alessandro è effigiato come un perfetto gentiluomo di corte, in un elegantissimo costume giallo senape: le gambe coperte da calze, i corti pantaloni a sbuffo, la camicia di pizzo che si intravede al di sotto del farsetto imbottito, il corto mantello nero foderato di pelliccia, il cappello piumato, l’elegante spada al fianco.

Sappiamo per certo che questo ritratto venne eseguito a Bruxelles nel 1557, dove il dodicenne Alessandro si trovava con la madre Margherita, che era stata nominata dal fratellastro Filippo II governatrice della turbolenta provincia delle Fiandre. Il giovane principe era presto destinato a raggiungere Madrid, come sorta di pegno della fedeltà di Ottavio Farnese alla causa della monarchia asburgica, e dove sarebbe stato educato secondo i rigidi canoni dell’etichetta spagnola, distinguendosi ben presto per la notevole attitudine all’arte militare. La duchessa si rivolse per il dipinto al più quotato ritrattista della corte di Bruxelles, Anthonis Mor (conosciuto nella forma italianizzata di Antonio Moro), protetto dal potente e raffinato cardinal Antoine Perrenot de Granvelle.