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La figura di Susanna è un vero capolavoro di purezza classica e di nobiltà formale, una di quelle nobili eroine, martiri e sante dallo sguardo melanconico e sensuale nelle vesti discinte, che danno origine a quell’iconografia femminile, esempio di bellezza e virtù, particolarmente apprezzata nella cultura figurativa del Seicento.

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Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666)

Susanna e i vecchioni 1649-1650

Olio su tela, cm 133 x 181

Provenienza: Reggio Emilia, collezione Parisetti; Parma, contessa Maria Calvi Tornelli Parisetti, 1907

Inventario N. 1077

Il soggetto, ripreso dagli Apocrifi dell’Antico Testamento, vuol essere un esempio di affermazione della salvezza contro l’ingannevole malvagità di cui rimase vittima la casta Susanna, moglie di un facoltoso ebreo. Questa diviene involontariamente oggetto del desiderio di due vecchi dissoluti che, spiandola  nascosti nel giardino dove ella stava facendo il bagno, tramano un ricatto infame pur di sedurla, accusandola di un adulterio mai commesso. Di intensa efficacia narrativa la scena esemplifica e riassume tutti i caratteri dello stile più maturo del pittore emiliano: lo schema compositivo di grande equilibrio formale, sostenuto dallo studio delle luci e dal sapiente uso di vellutate tinte pastello, si accompagna all’intensità del racconto, sottolineato dai gesti e dalle espressioni dei volti, come si nota nella bella figura di Susanna avvolta in un candido lenzuolo con lo sguardo rivolto al cielo e nelle splendide teste dei due vecchioni.

Il dipinto, che appartiene al periodo tardo dell’artista, fu commissionato dal conte reggiano Paolo Parisetti, il quale possedeva una pregevole collezione di dipinti di artisti bolognesi del Seicento, con una particolare predilezione per temi di carattere moraleggiante o devozionale.