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Il personaggio mitologico di Teti, la madre di Achille, con le vesti agitate dal vento, in piedi su una conchiglia spinta da due nerboruti tritoni, trattiene con un gesto rassicurante il figlio, mentre il centauro Chirone gli mostra in lontananza gli oggetti simbolo del suo futuro percorso educativo.

 

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Pompeo Batoni (Lucca, 1708 – Roma 1787)

Teti affida Achille al centauro Chirone prima del 1761

Olio su tela, cm 102 x 138

Provenienza: acquistato nel 1761 da Din Filippo di Borbone

Inventario N. 5

 

Il dipinto raffigura Teti che affida il giovane Achille, che non sembra voglia distaccarsi volentieri dalla madre, al centauro Chirone, affinché questi gli funga da precettore. Nella nicchia indicata da Chirone sono raffigurati un busto di Omero, al quale sono appesi una faretra ed un arco, ed una lira, ad esemplificare la poesia classica, la forza fisica e la musica, cui deve attingere il giovane Achille. Teti figura materna e protettrice rappresenta il simbolo di quella dolcezza e di quelle cure femminili, da cui, secondo la cultura illuminista, i giovani dovevano separarsi per intraprendere il proprio percorso educativo  e d’identità individuale.

Diversamente da altri due quadri di ugual soggetto eseguiti dal Batoni, qui Achille è visibilmente ancora bambino e i suoi tratti hanno più di un ricordo della grande arte del Parmigianino, quasi in dovuto omaggio alla prestigiosa committenza parmense. La figura di Teti ricorda invece alla mente Correggio, declinato secondo un gusto pienamente classicista.

In tre sue lettere dell’aprile 1761, indirizzate all’abate Frugoni, Batoni, che era stato insignito due anni prima dall’Accademia parmense del titolo di accademico d’onore, lascia intendere di aver eseguito a Roma questo dipinto su commissione della corte ducale. Il soggetto mitologico del dipinto offusca sicuramente un evento storico, che la critica ha voluto indicare nella decisione della duchessa Louise-Elisabeth di affidare il giovane erede Ferdinando, nato nel 1751 e che all’epoca del dipinto aveva grosso modo tra i nove e i dieci anni, alle cure del noto esponente dei philophes illuministi Etienne Bonnot de Condillac, presente a Parma fin dal 1760.

CURIOSITA’

Il dipinto di Batoni è stato esposto nel percorso della grande mostra “Bodoni, Principe dei Tipografi nell’Europa dei Lumi e di Napoleone”, tenutasi in occasione del bicentenario della morte dal 5 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014 negli spazi monumentali della Biblioteca Palatina, del Teatro Farnese e della Galleria Nazionale all’interno del Palazzo della Pilotta.